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Meditazione in famiglia durante il lockdown



Abstract

Negli ultimi anni sono aumentati gli studi che documentano gli effetti dello stress sulla salute e i disturbi psichici. Lo stress percepito come minaccia è mediato dal sistema dello stress (Chrousos G.) In questo periodo di pandemia da covid-19 lo stress porta il sistema nervoso autonomo ad uno squilibrio.

Dati scientifici dimostrano che la pratica della meditazione apporta modifiche al corpo, alla mente e al cervello (Goleman D. e Davidson D. J.) ed è capace di influenzare il sistema nervoso attraverso il nervo vago. La nostra proposta è quella di praticare la meditazione come intervento biopsicologico, in gruppi di famiglia, per promuovere un supporto alle famiglie, per migliorare le relazioni in casa, mitigare le problematiche di relazione. Per le persone appartenenti alla stessa famiglia, infatti, la meditazione può diventare un momento per fare insieme qualcosa, per imparare a prendersi cura di se stessi, per partecipare alla cura e stimolare la socialità. Tale pratica permette di continuare in modo diverso - come gruppo in famiglia, a casa propria - un’esperienza che facevano in precedenza con incontri di meditazione di gruppo nel nostro studio. 

Un altro gruppo funge da gruppo di controllo ed è formato da pazienti che non partecipano al gruppo di psicoterapia, non hanno esperienze di meditazione; così ho proposto loro di partecipare alla meditazione, senza specificare altro.

In questi due gruppi erano presenti 28 donne e 16 maschi e sono state coinvolte 15 famiglie.   Famiglie eterogenee per quanto riguarda i componenti: da famiglie singole a famiglie di cinque persone. L’età variava: da bambini piccoli ad anziani di più di 90 anni.

La pratica della meditazione in famiglia nel periodo del lockdown(da marzo a giugno 2020) si svolgeva ogni giorno alla stessa ora. Ogni incontro durava più di mezz’ora.

Ci sono stati alcuni miei interventi (le vocalizzazione o canti come stimoli vagali) sulla direzione della meditazione, in relazione ai canti o ai mantra migliori da cantare durante la meditazione.

- I medici, i terapeuti e gli insegnanti partecipanti al gruppo a volte avevano difficoltà con l’orario della meditazione, però facevano comunque individualmente la meditazione in un’altra ora.

- Diversi di loro hanno notato che la meditazione dava una cadenza alla loro giornata, scandita dal trovarsi on lineogni giorno per un breve saluto, alla stessa ora, insieme ad altre famiglie, anche se ognuno a casa propria. On lineiniziavano i canti. In famiglia ognuno poteva esprimere le proprie sensazioni; era un piccolo momento per stare insieme.

- Questi “incontri di gruppo” hanno aiutato molti di loro di affrontare i cambiamenti con più flessibilità. Alcuni con sintomi di ansia, agitati o iperattivi, con attacchi di panico, depressione, sono stati in grado di regolare meglio le loro sensazioni. Mi hanno detto che la meditazione serviva come un momento per fare esperienza di un senso di lieve calma interiore.

-  Molti di loro erano in contatto fra di loro attraverso i social.

- A poco a poco riuscivano a fare l’esperienza con la mente calma, alcune volte al giorno.

- Facevano camminate meditative.

- Interessante è che molti di loro si sono organizzati, preparando in casa un luogo apposito per la meditazione, alcuni in una piccola stanza.

- Quando il periodo di confinamento è finito, per alcune persone è rimasto come una traccia, quasi un’abitudine, il meditare a quell’ora e hanno continuato a fare meditazione in famiglia.

- Dopo un anno l’incontro di meditazione continua 2 o 3 volte alla settimana.

- Nel gruppo di controllo un caso particolare è stato quello di una donna 35 anni, prima gravidanza. Nella meditazione con una donna in gravidanza è fondamentale tener conto della relazione con il bimbo in grembo. Applicando la pratica di meditazione insieme alla psicoterapia (lei poteva esprimere le difficoltà, le ansie, le paure collegate al parto ma soprattutto era più rilassata e fiduciosa). Le sedute si svolgevano on linesia nel periodo perinatale che quando era in ospedale per partorire.

Ha partorito nel periodo del covid-19, senza la presenza della propria madre, del marito o di un altro familiare però con l’aiuto della meditazione specifica si rilassava rapidamente e lei si sentiva fiduciosa insieme alla bimba. Il parto è stato naturale, con analgesia, veloce; la bimba stava bene, l’allattamento al seno è durato quasi 8 mesi.

Gli altri partecipanti al gruppo di controllo a volta si dimenticavano della meditazione, nonostante l’aspettativa di un beneficio.

Come psicoterapeuta ho potuto osservare che, con la pratica della meditazione in famiglia, la maggioranza di questi pazienti ha continuato in un altro modo un lavoro di conoscenza e di accoglienza, imparando qualcosa di più sugli altri e, soprattutto, su sé stessi.

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non-peer-reviewed

Meditazione in famiglia durante il lockdown


Author Information

Maria Gargiulo Corresponding Author

Dirigente medico di anestesia e Rianimazione, ASL Salerno, Salerno, ITA

Heliana Ignacio Sacco

Psychologist, Psychotherapist, Massa Macinaia (LU), ITA


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