Abstract
Razionale dello studio: Dall’inizio dell’emergenza sanitaria da COVID-19, lo smart working è diventato strumento funzionale al contenimento del contagio. La letteratura scientifica è ancora limitata riguardo il tema dello smart working, con pochi studi che valutano l’impatto sulla salute fisica. Lo scopo di questo studio è stato valutare l’insorgenza di cervicalgia e/o lombalgia nei lavoratori da remoto, durante l’emergenza COVID-19.
Metodi: Abbiamo condotto uno studio trasversale somministrando un questionario strutturato a lavoratori da remoto, contattati telefonicamente. Sono stati raccolti dati riguardo l’organizzazione della postazione di lavoro a domicilio con particolare attenzione al tavolo, alla sedia da lavoro e al computer usato. Il dolore muscoloscheletrico correlato al lavoro è stato studiato mediante il Brief Pain Inventory (BPI) ed il Fear Avoidance Beliefs Questionnaire (FABQ). La soddisfazione lavorativa è stata valutata tramite la Utrecht Work Engagement Scale (UWES).
Risultati: Sono stati arruolati 51 lavoratori. Il 41,2% e il 23,5% di questi ha riferito almeno un pregresso episodio di lombalgia e di cervicalgia. Durante il periodo di smart working, il 50% dei pazienti con pregressa cervicalgia ha riportato un peggioramento della sintomatologia, a differenza del gruppo di pazienti con pregressa lombalgia, che non è peggiorata nel 47,6% dei casi. La maggior parte dei partecipanti utilizza strutture di lavoro non ergonomiche (56,9% sedia non regolabile in altezza né in inclinazione, 86,3% tavolo non regolabile in altezza, 58,8% computer portatile con monitor non regolabile in altezza). I lavoratori da remoto senza dolore muscoloscheletrico hanno riferito una maggiore soddisfazione lavorativa rispetto a quelli con dolore (p = 0.009).
Conclusioni: L’uso quotidiano di postazioni di lavoro improvvisate aumenta i rischi per la salute, soprattutto a carico della colonna vertebrale. In particolare, il nostro studio evidenzia un peggioramento della cervicalgia nella popolazione di lavoratori in smart working durante la prima ondata della pandemia di COVID-19.
La creazione di uno spazio di lavoro dedicato con attrezzature ergonomiche e l’assunzione di una postura corretta possono ridurre i rischi per la salute, in particolare in termini di rachialgia, con un miglioramento anche della soddisfazione lavorativa, soprattutto in considerazione del crescente utilizzo di tale modalità di lavoro.
Bibliografia
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